GLI OBIETTIVI DEL PNRR GIUSTIZIA SONO RAGGIUNGIBILI? – del dottor Francesco Pizzigallo

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1) Gli obiettivi del PNRR Giustizia e le risorse umane e finanziarie; 2) Disposition time civile e penale; 3) Arretrato civile; 4) Baseline del 2019 e target del 31.12.2024 e del 30.06.2026 per disposition time e arretrato civile; 5) Step del 1° semestre 2022 e terzo trimestre 2022; 6)
Prospettive di raggiungimento degli obiettivi

Gli obiettivi del PNRR Giustizia e le risorse umane e finanziarie
La linea progettuale M1C1 dell’Ufficio per il Processo e capitale umano prevede un investimento di
2,282 miliardi di Euro, che è di gran lunga uno dei più rilevanti del PNRR. Soldi in cambio di riforme e risultati da raggiungere.
La Commissione Europea ha chiesto all’Italia al 30 giugno 2026 un obiettivo di diminuzione del 40% del disposition time a livello nazionale per i 3 gradi di giudizio civile e del 25 % per quelli del giudizio penale rispetto al 2019, con in più l’abbattimento dell’arretrato civile, ai sensi della legge Pinto, del 65% per il Tribunale, del 55% per la Corte di appello a fine 2024 e del 90% per entrambi i gradi di giudizio al 30 giugno 2026, sempre con il riferimento temporale del 2019. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi è stato previsto un investimento in risorse umane e finanziarie. Se le risorse finanziarie, per adesso, sono iniziate ad arrivare, quelle umane hanno preso servizio, non tutte, e in parte sono rimaste il tempo di vincere un altro concorso e andarsene per un contratto a tempo indeterminato. Degli 8250 addetti upp previsti, alcune centinaia mancavano già a febbraio
2022, altre centinaia si sono perse in questo primo anno di servizio fino ad arrivare all’attuale cifra
di 6785 attualmente in servizio. Stesso discorso, anzi peggiore, per i 5410 tecnici, amministrativi e
data entry attualmente ridotti a 3131, per i quali non c’è stato ancora nessun scorrimento distrettuale e nazionale.
Disposition time civile e penale
Che cos’è in realtà il disposition time o tempo di durata? La durata temporale dei soli procedimenti
contenziosi o per tornare all’inglese i “civil and commercial litigious cases”:
Per il civile, nell’ambito del Tribunale, secondo la circolare ministeriale del 12 novembre 2021, sono compresi gli affari civili contenziosi con esclusione di separazioni e divorzi consensuali, le controversie agrarie, quelle in materia di lavoro, previdenza e assistenza obbligatoria (inclusi gli speciali e gli atp) e i procedimenti sommari ex art.702 bis c.p.c. Sono esclusi, invece, la volontaria giurisdizione, i procedimenti speciali e sommari, nonché le procedure esecutive e concorsuali con eccezione delle istanze di fallimento.
In Corte di appello l’aggregato di riferimento include quanto già previsto per materia nel procedimento in primo grado con l’aggiunta dell’equa riparazione e l’esclusione dei procedimenti sommari ex art.702 bis c.p.c.

Per il penale, nell’ambito del Tribunale, i criteri della Commissione Europea coincidono con quelli
previsti dalle statistiche ufficiali del Ministero. Sono compresi i procedimenti davanti al Gip-Gup
autore noto, il dibattimento di 1° grado, quello di 2° grado e di assise con l’esclusione delle decisioni interlocutorie del Gip, dei procedimenti di competenza del Tribunale del riesame e per l’applicazione delle misure di prevenzione. In Corte d’appello nell’aggregato sono inclusi i procedimenti relativi alle sezioni ordinaria, assise e minorenni.
Arretrato civile
Per il secondo obiettivo dell’abbattimento dell’arretrato civile il criterio di riferimento è la legge n.89
del 24 marzo 2001, meglio nota come legge Pinto. Anche in questo caso per il Tribunale i numeri
sono forniti da tutti i procedimenti di area Sicid pendenti da oltre tre anni: affari civili contenziosi,
controversie agrarie, controversie in materia di lavoro, previdenza, assistenza obbligatoria, affari di volontaria giurisdizione, procedimenti speciali e sommari con esclusione (che rappresenta il 5% del
totale) delle materie del giudice tutelare, dell’atp in materia previdenziale e dell’attività di “ricevimento e verbalizzazione di dichiarazioni giurate”. Per la Corte d’appello vale lo stesso discorso con la differenza che la durata dei procedimenti deve superare i due anni e che le esclusioni pesano per meno dello 0,3% del totale.
Baseline del 2 019 e target del 31.12.2024 e del 30.06.2026 per disposition time e arretrato civile Una volta chiarito di quali procedimenti occorre ridurre tempi di svolgimento e arretrato, va ricordato che le percentuali di riduzione vanno calcolate sul riferimento temporale del 2019.
Per il disposition time nel 2019 la somma dei tre gradi di giudizio del civile era di 2512 giorni (556
per il Tribunale, 654 per la Corte d’appello e 1302 per la Corte di Cassazione) che ridotti del 40%
comportano un obiettivo di 1507 giorni da raggiungere a fine giugno 2026; scadenza rispetto alla
quale il procedimento nei tre gradi del penale deve passare da un totale di 1393 giorni (392 Tribunale, 835 Corte d’appello e 166 Corte di Cassazione) con la riduzione del 25% a 1045 giorni.
Per l’arretrato civile oltre alla stessa baseline, il 2019, e al medesimo target del 30 giugno 2026 del
meno 90%, è previsto un obiettivo intermedio al 31 dicembre 2024 del meno 65% in Tribunale e
del meno 55% in Corte d’appello. Ossia dai 337740 provvedimenti ultra-triennali del 2019 pendenti
in Tribunale si deve passare ai 118209 di fine 2024 e quindi ai 33774 di fine giugno del 2026, mentre in Corte d’appello, in parallelo, dai 98371 ultra-biennali del 2019 ai 44267 del 31 dicembre
2024 e infine ai 9837 del 30 giugno 2026.
Step del 1° semestre 2022 e terzo trimestre 2022
A che punto siamo? Il primo monitoraggio sul Pnrr è del primo semestre 2022 in cui gli addetti upp
avevano preso servizio da poco più di quattro mesi. I dati forniti dal sito del Ministero confermano il
trend del calo di arretrato civile e disposition time. Per l’arretrato la diminuzione in Tribunale è del
6,7 %, mentre in Corte d’appello del 24,1%. Per il disposition time nel civile il calo è del 18,4%,
mentre nel penale è del 13,9%. Dati indubbiamente incoraggianti.

In questo monitoraggio torna utile un’altra espressione inglese il clarence rate: il rapporto tra
procedimenti definiti e procedimenti sopravvenuti, che se superiore all’unità indica che sono più i
procedimenti definiti di quelli sopravvenuti. In Tribunale il rapporto è dell’1,14 in aumento rispetto al
biennio precedente, in Corte d’appello è dell’1,29 in crescita rispetto all’1,2 del 2021 e infine in Cassazione dell’1,29 rispetto allo 0,85 del 2019 (fonte Altalex.com, PNRR, riforma della giustizia civile e progressi sull’arretrato giudiziario, avv. Sara Occhipinti, 2/11/2022)
I dati del terzo trimestre 2022, pur non raffrontabili in maniera omogenea perché includono tutto il
contenzioso, valgono come indicazione in attesa del secondo monitoraggio del secondo semestre
2022 atteso nelle prossime settimane.
A fronte di una discesa delle pendenze totali, per la prima volta dal 2003, nel settore civile sotto quota tre milioni possiamo leggere che gli ultra-triennali in Tribunale sono ancora a quota 315904 (rispetto ai 337740 del 2019), gli ultra-biennali in Corte d’appello a 73134 (rispetto ai 98371 del 2019) e gli ultra-annuali in Cassazione a 76653 (rispetto ai 78687 del 2019). A solo titolo di confronto, nel settore penale le pendenze complessive sono tornate, invece, su livelli non dissimili
da quelli registrati nel 2005.
Prospettive di raggiungimento degli obiettivi
A questo punto sorge spontanea la domanda: ce la faranno magistrati togati e non, personale di
cancelleria e addetti all’ufficio per il processo a centrare gli obiettivi del Pnrr?
Per farlo si sono riformati il processo civile e penale, si è adottato il d.lgsvo n.151/2022 sull’Ufficio
per il processo, si è chiesto un “aiutino” ai giudici di pace aumentandone la competenza per valore
e materia e si è infine puntato sulle adr ossia arbitrato, negoziazione assistita e mediazione. Su quest’ultima, da ex mediatore, aggiungo che è prevista la revisione entro giugno del d.m. 180 /2010 a cui sono affidate le speranze di una ripresa e di un significativo aumento anche del numero di iscrizioni di mediazioni rispetto agli ultimi anni. Solo la mediazione, con la sua attenzione agli interessi e ai bisogni delle parti, può avere, anche laddove demandata dal giudice,
un effetto veramente deflattivo in grado di abbattere il contenzioso.
Al di fuori dell’ottimismo della volontà a cui mi associo, sull’edizione on line del Sole24ore Marco
Fabbri, con l’ausilio del software Datawrapper, ha provato a fare una simulazione partendo dal presupposto positivo che la percentuale di riduzione deve essere calcolata su base nazionale (fonte ilSole24ore.com, Cause più brevi del 40%? Obiettivo raggiungibile,28 febbraio 2022).
Ebbene considerando per il disposition time civile un numero di procedimenti sopravvenuti invariato dal 2019 al 2026 e un numero di definiti in Tribunale in aumento annuale costante dell’8,3% si scenderebbe a 244 giorni in primo grado, a 288 giorni in Corte d’appello, considerando in quest’ultimo caso un aumento annuale costante dei definiti del 3,9 %, e a 967giorni in Cassazione con un incremento annuale costante, ambizioso, dei definiti del 23,8%. Dalla simulazione si ottiene un totale complessivo di 1499 giorni a fronte di un obiettivo Pnrr di 1507 giorni. Applicando questa simulazione al disposition penale, per cui l’obiettivo di riduzione è del 25% e non del 40% come per il civile, l’obiettivo anche in questo caso sembra raggiungibile. Sul crollo dell’arretrato civile Pinto la sfida è impegnativa e, anche per questo, è stato, forse, previsto uno step intermedio a fine 2024, su cui si misurerà il contributo degli addetti upp del secondo scaglione e di quelli del primo, laddove siano prorogati da 31 a 36 mesi.
Proprio sul perseguimento e sulla realizzazione degli obiettivi del Pnrr, più che sulle sponde e sui
tatticismi politici e parlamentari, ritengo che si possano realmente fondare le speranze di stabilizzazione degli addetti upp, prima o dopo il 2026, che potrà concretizzarsi o sulla base dell’autonomia assunzionale del Ministero in sede di PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione della Pubblica Amministrazione) o di una disposizione normativa che preveda la imprescindibile copertura finanziaria. In caso contrario si rischia, purtroppo, la sorte dei navigator che dai 3000 del 2019 si sono ridotti col tempo a 946, alla scadenza dell’ultima proroga del 31 ottobre 2022, e hanno dovuto conquistarsi una nuova sistemazione lavorativa o nel privato o nel pubblico attraverso il canale del concorso, non riservato, per le assunzioni nei Centri per l’impiego con prova scritta e orale.

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