In un contesto competitivo e globalizzato, le controversie in materia di proprietà intellettuale (PI) possono generare costi elevati e compromettere relazioni commerciali. La mediazione, promossa dall’EUIPO Mediation Centre e discussa nella conferenza di Malta, emerge come soluzione rapida, sostenibile e orientata al business. Per le PMI italiane, spesso prive di risorse per lunghi contenziosi, questa è certamente un’opportunità vantaggiosa.
La mediazione IP è un vantaggio per le PMI per i seguenti motivi:
Riduzione dei costi e dei tempi: rispetto al contenzioso, la mediazione consente di chiudere
dispute in settimane anziché anni.
Tutela delle relazioni: accordi negoziati preservano partnership e canali distributivi,
fondamentali per le PMI.
Flessibilità: soluzioni creative come coesistenza di marchi, licenze modulabili e accordi
territoriali.
Confidenzialità.
Competenze richieste ai mediatori civili e commerciali
La conferenza ha evidenziato la necessità che i mediatori civili e commerciali e avvocati che operano nel settore IP presentino le seguenti competenze:
Mediation Advocacy Skills: capacità di supportare imprese nella definizione di obiettivi, BATNA/WATNA e opzioni di accordo.
Conoscenza tecnica: marchi, design, copyright, indicazioni geografiche e, sempre più, standard essenziali (SEP).
Gestione interculturale: molte dispute IP sono cross-border, richiedendo sensibilità linguistica e normativa.
Inoltre, durante le tavole rotonde è stato evidenziato il ruolo estremamente importante svolto dalla magistratura nel promuove la mediazione nei contenziosi che riguardano diritti IP (rinvio, incentivi procedurali, e così via).
Imprese IP-intensive: casi d’uso e ritorno sull’investimento
Durante una delle sessioni è emerso come, non solo le PMI, ma anche grandi aziende integrano la mediazione per:
risolvere responsabilità su piattaforme e-commerce (notice-and-takedown, brand
enforcement, contenuti UGC),
superare impasse su licenze e co-branding,
gestire conflitti multi-giurisdizionali con soluzioni scalabili e confidenziali.
IA e mediazione: strumenti, limiti, governance
Il panel “Interacting with the Future – AI in IP Mediation” ha chiarito come l’Intelligenza Artificiale rappresenti allo stato attuale uno strumento di supporto per la valutazione del rischio, analisi documentale e opzioni di accordo, mantenendo il controllo umano su neutralità e consenso informato. Le raccomandazioni emerse sono:
usare IA come ausilio, non come decision-maker;
garantire trasparenza sugli strumenti impiegati;
presidiare riservatezza e proprietà dei dati con patti specifici nelle clausole ADR.
La Conferenza di Malta 2025 ha restituito un quadro maturo della mediazione in ambito IP: non più “alternativa” residuale, ma componente integrata della strategia di protezione e valorizzazione degli asset immateriali. Per professionisti e imprese, l’adozione di clausole multi-step, l’investimento in advocacy e la padronanza degli strumenti (inclusa l’IA, con adeguate regole di governance) sono i passi concreti per ottenere soluzioni rapide, sostenibili e orientate al business, in linea con le evoluzioni del sistema europeo. Per quanto riguarda in particolare i mediatori civili e commerciali, è emersa l’esigenza di professionisti altamente qualificati e formati, vista la specificità della materia.
Note e Riferimenti
EUIPO – IP Mediation Conference 2025 (landing page, highlights e contenuti):
euipo.europa.eu
Programme ufficiale (PDF): ipmediationconference.blumm.it/Programme…2025.pdf
Booklet/Brochure (PDF) ipmediationconference.blumm.it/Brochure…2025.pdf
Comunicazioni partner e stakeholder (IMI): imimediation.org – news del 13 ottobre 2025
Università di Malta – Newspoint (informazioni logistiche e focus): um.edu.mt – evento
del 16 ottobre 2025
ECTA – Novità su regole di mediazione EUIPO e conferenza: ecta.org – news archive
07/07 e 16/07/2025
Nota sul diritto d’autore: Questo testo fornisce una rielaborazione originale dei temi e dei
materiali resi pubblici dagli organizzatori e dai partner della conferenza. Sono stati citati i riferimenti
alle fonti aperte e ai documenti ufficiali; non vengono riprodotti contenuti protetti oltre quanto
consentito dal diritto di cronaca e di informazione.