La IA o AI comunemente identificata come intelligenza artificiale è la disciplina che mira a
creare macchine in grado di agire e pensare come un essere umano; l’obiettivo è quello di
rendere le macchine stesse capaci di prendere decisioni e risolvere problemi in modo
autonomo. A questo fine, vengono utilizzate in contemporanea tecniche di apprendimento
automatico e metodi di ricerca statistica. Qui interviene il machine learning, che costituisce
un sotto insieme della IA, il quale utilizza algoritmi e modelli matematici per analizzare dati e
prendere decisioni. Il machine learning è il campo della Intelligenza Artificiale che si occupa di
insegnare ai computer ad essere intelligenti e risolvere problemi.
Dopo questa premessa vediamo come la IA può essere utile ai Mediatori. Fra i tanti requisiti
che la figura del mediatore dovrebbe avere vi sono ed in modo non certo esaustivo: la capacità
di ascolto, l’empatia con le parti in mediazione, la capacità di fare domande seguite da perifrasi
che aiutino nella comprensione comune dei fatti ecc., ma anche l’esperienza nel fare
mediazione. Mi sento di sostenere questo ultimo aspetto in quanto, quale secondo mediatore,
sto imparando a stare in mediazione con una mediatrice esperta seguendo il suo agire (es.
quali domande pone per capire, quali possibili soluzioni cerca di intravedere nelle richieste
delle parti ecc.). Ritengo personalmente che la pratica sia un elemento essenziale in questo
diƯicile compito, pratica che costituisce di fatto un allenamento così come fa un buon sportivo
nel prepararsi alle gare della propria disciplina.
Pertanto, i giovani mediatori o coloro che vogliono allenarsi alla mediazione, si potranno
avvalere dell’aiuto della IA scegliendo fra i vari modelli di IA presenti in rete: Chat GPT, Copilote,
Chat on ecc. Attraverso questo strumento si possono simulare situazioni molto realistiche
ottenendo risposte, suggerimenti, possibili soluzioni nel tema oggetto della controversia. Per
fare un esempio, si può simulare una mediazione per una controversia fra un sarto ed il proprio
cliente rimasto insoddisfatto di quanto confezionatogli quando invece l’artigiano pretende allo
stesso tempo di essere compensato per il proprio lavoro. Nella simulazione si può
personalmente fungere da mediatore delegando alla intelligenza artificiale i diversi ruoli delle
due parti: si chiede con un semplice invito scritto alla IA generativa di interpretare di volta in
volta sia la parte del sarto con le sue convinzioni sia quella del cliente con le sue pretese di non
aver ricevuto un abito ben fatto e rispondente alle sue esigenze. L’IA una volta compreso ed
assimilato la tipologia del conflitto, e qui bisognerà essere in grado di alimentare il sistema con
le giuste informazioni, farà la parte assegnatagli dando risposte, facendo domande a seconda
della parte interpretata. Sarà anche in grado di far pensare il mediatore come proseguire il
dialogo per giungere ad una soluzione del contrasto, anche con lo svolgimento di sessioni
separate.
Certamente tutto questo non è la mediazione vissuta dal vivo in prima persona ma vi posso
assicurare che val la pena di provare, qualsiasi allenamento se ben condotto conduce a
risultati e allora perché non avvalerci di questi nuovi strumenti alla nostra portata come fossero
gli attrezzi di una nostra palestra privata?