LE EMOZIONI DI UN MEDIATORE

Caro Diario, che frustrazione quando in famiglia spiegano a estranei che faccio il mediatore civile e commerciale a livello professionale, e che consiste nel mettere d’accordo due parti che litigano.
a cura del dottore Marco Quadrelli

Introduzione

Tutti lo sanno fare, di solito rispondono gli interlocutori meno provveduti, aggiungendo che è ben strano un lavoro del genere, e che per farlo sia necessario una laurea, e pure ti pagano, non tanto quanto un avvocato, aggiungono.
La frustrazione si aggiunge quando ti pongono un problema, e tu dopo averlo studiato, dai non tanto la soluzione, ma quella simile a un parere pro-veritate, e Ti rispondono che diverge da quello di un amico della figlia che studia giurisprudenza in un’università
telematica in costanza del suo lavoro di impiegato bancario, per salir di grado. E se gli proponi di andare in mediazione volontaria (facoltativa) per saggiare almeno la buona fede della controparte. E qui casca l’asino, in una furia.
Infatti, in famiglia mi hanno fatto partecipe di una riunione via whatsapp con l’amico della figlia, che a sua volta ha un amico avvocato, che ne dice peste e corna della mediazione, perché il cliente, sfugge all’avvocato quando questo è obbligato a presentarsi
personalmente nel procedimento di mediazione.

E uffa, la mediazione è una perdita di tempo, perché se il cliente va dall’avvocato, vuole vincere in giudizio, perché ha ragione.
E poi, perché l’avvocato deve ‘avvisare’ il cliente, e allegare la ‘dichiarazione’ che ha informato il cliente, direttamente dall’atto di citazione.
E poi, ogni tanto il cliente sfugge dalle ‘grinfie’ dell’avvocato, e concilia, ritenendo che non vale la pena litigare. Oh, la parcella che è poca.
E poi, secondo l’amico avvocato, la mediazione, è stupida perché la comparizione delle parti in mediazione è un puro formalismo giuridico, un dovere da compiere, tanto poi vado in giudizio.
E poi vai su fb, e di mediazione non si parla, mentre quando sei su linkedin, è bello vedere l’offerta formativa, la presenza di mediatori di ogni esperienza.

Conclusione

Questa mattina alle 7 ho incontrato uno dei pochi avv. della mia piccola città nel centro Italia. Non è che sia un commensale abituale, ma è l’unico professionista che (italiano) parlarusso, e ha clienti russi in tutt’Italia, e pure all’estero. Stava andando a Roma per un’udienza
che avrebbe avuto alle 12. Lasciandomi mi ha confidato: <<Beato Te che fai la mediazione telematica, e non Ti devi muovere…>>.
Dice pure di fronte agli altri avventori, a voce alta: <<Questo mio amico è un professionista con le p., e poi va a diffondere il metodo del litigare bene, che non mi ricordo qual è il nome, negli scout, nelle scuole. Fidatevi>>.
La mia frustrazione è passata.

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