La mediazione – i vari modelli

Esistono diversi modelli di mediazioni, proviamo a delinearne le principali peculiarità per poterci orizzontare meglio nella ricerca di un nostro stile.
A cura del Dottor Walter Cagnoni

Introduzione

La mediazione, ovvero il procedimento alternativo a quello giudiziale per risolvere le controversie, è declinabile in diverse scuole di pensiero che traggono origine da modelli teorici sviluppati principalmente negli Stati Uniti d’America, modelli che poi si sono diffusi nel resto del mondo. Può essere perciò utile avere una visione schematica di quello che ogni modello rappresenta, successivamente ampliata da una breve e non certamente esaustiva, spiegazione delle varie tipologie di mediazione.

 

Modello di mediazione Focus principale Ruolo del mediatore
Valutativa Accordo e previsione esito Attivo, può valutare
Facilitativa (Harvard) Interessi e processo Neutrale, guida il dialogo
Trasformativa (Baruch/Folger) Relazione e crescita Osservatore non direttivo
Narrativa Significati e identità Ristrutturazione di narrazioni
Umanistica Emozioni Empatico, centrato sulla persona
Pragmatica Soluzione concreta Orientato alla risoluzione dei problemi

La mediazione “facilitativa” (Facilitative Model)
Al contrario della precedente, la mediazione facilitativa vede il mediatore come una figura che accompagna le parti in contrasto nel tentativo di riaprire il dialogo e cercare delle possibili soluzioni tra quelle da loro stesse suggerite. Il mediatore si astiene dal dare suggerimenti o fare proposte, risulta essere figura defilata e non protagonista cercando di ristabilire un dialogo ed incanalarlo affinché le parti trovino una “loro” soluzione. In questa tipo di mediazione c’è l’aiuto del mediatore nel far sì che le parti riescano comunicare meglio e a ricercare i veri valori sottostanti al contrasto. È il modello più utilizzato nella attuale pratica commerciale.
La mediazione facilitativa è centrale nel processo e nell’autonomia decisionale delle parti.
Questo tipo di mediazione trae origine da uno sviluppo di un modello di negoziazione, realizzato da un gruppo di ricerca dell’università di Harvard (USA), l’Harvard Negotiation Project (HNP), fondato da Rober Fischer. Il metodo di negoziazione illustrato da R. Fischer e da W. Hury nel loro libro “Getting to yes” del 1981 si incentra sul soddisfacimento di entrambe le parti nella risoluzione della loro disputa, poggiando principalmente su alcuni criteri cardine quali: la concentrazione sugli interessi e non sulle posizioni, sulla creazione di opzioni di reciproco vantaggio e facendo ricorso a criteri oggettivi.

La mediazione “trasformativa” (Transformative Model)
La mediazione trasformativa è basata sulla capacità delle parti così che diventino consapevoli della loro capacità di operare un cambiamento rispetto al contrasto in corso. La trasformazione delle persone costituisce il fulcro di questo modello, il conflitto costituisce l’occasione per modificare i rapporti fra le persone, accrescere la loro capacità relazionale e rafforzare il loro riconoscimento reciproco. Questo modello deriva da uno sviluppo della scuola di Harvard a cura dei mediatori e studiosi statunitensi Baruch Bush Robert e Folger Joseph che nel loro “The promise of Mediation” del 1994, affermano che l’unica promessa della mediazione è quella di consentire una vera trasformazione dei rapporti fra le persone. La responsabilizzazione ed il potenziamento oltre al riconoscimento, costituiscono per l’individuo il mezzo per comprendere meglio il problema ed affrontarlo con maggiore ponderatezza ed attenzione. Questo modello è applicato nell’ambito delle relazioni ma anche nel campo commerciale. La mediazione trasformativa si incentra sulla qualità della interazione fra le parti piuttosto che sul trovare un accordo.

Conclusione

La mediazione “narrativa”

Questo tipo di mediazione si basa sulla potenza della parola, la narrazione porta a far si che le parti abbiano una più ampia e flessibile considerazione del loro conflitto. Le persone hanno diversi modi per descrivere quello che costituisce il loro contrasto, la decostruzione del racconto fatta da ognuna delle parti può far emergere le ragioni delle loro incomprensioni. Molto spesso il racconto di una delle parti è molto diverso da quello dell’altra, nella mediazione narrativa si costruisce una narrazione omogenea e comune ad entrambi i litiganti. L’elaborazione di questo modello è dovuta ai due studiosi e portavoce J. Winslade e Gerald Monk. Questo tipo di mediazione è utile nei conflitti relazionali e sociali più che nei contrasti di tipo economico. La
mediazione narrativa si incentra nel racconto e nella costruzione sociale della realtà.

La mediazione “umanistica-terapeutica”
È una mediazione ispirata alla psicologia umanistica dello psicologo statunitense Carl Rogers. Da questo approccio deriva la forte empatia e l’ascolto attivo verso le parti, oltre all’assistenza nei loro confronti. Emerge la necessità di mettere al centro del procedimento la persona che ha la capacità di realizzarsi e trovare le giuste soluzioni; la poca comprensione e il poco riconoscimento degli individui li porta ad entrare in un conflitto rigido e privo di vie di uscita. La migliorata relazione fra le parti è in grado di generare soluzioni non imposte dall’esterno ma venutesi a creare dall’interno. Questa mediazione è utilizzata nei conflitti relazionali ed anche nei contesti organizzati delle aziende dove sono presenti alti contenuti personali. La mediazione umanistica ha sua centralità nella parte emotiva.

La mediazione “pragmatica” (o problem-solving mediation)
Questa tipologia di mediazione si rifà al modello facilitativo in maniera maggiormente operativa. La ricerca della soluzione concreta del contrasto o del problema, anche attraverso diverse opzioni originate dal brain storming, costituisce il suo obiettivo principale. Il conflitto deriva molto di più da ragioni pratiche da risolvere piuttosto che da problemi psicologici o relazionali. Data la sua peculiarità è una mediazione maggiormente utilizzata nelle problematiche contrattuali e in quelle commerciali. La mediazione pragmatica ha la sua centralità nel ricercare soluzioni pratiche e sostenibili.

 

1 Predisposto e compilato con l’utilizzo di IA ed integrato con elementi ricavati da siti specialistici quali:
www.mediatoriconciliatori.it , www.organismoveronesemediazioneforense.it, , www.blogmediazione.it ,
www.lamentemeravigliosa.it

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