Guardare avanti ma con uno sguardo anche indietro

Il punto sul procedimento di mediazione in Italia dal momento della sua istituzione.
A cura del Dott. Walter Cagnoni

Introduzione

Quando nel nostro percorso di cammino verso una vetta, nel salire guardiamo sempre avanti verso il nostro obiettivo (es. quanto manca, a che ora arriveremo ecc.) dovremmo, a mio parere, guardare anche indietro pensando agli sforzi già fatti. Saremmo in grado di valutare quanta strada abbiamo già percorso, di capire quante energie abbiamo consumato, se abbiamo tenuto una postura corretta e un andamento cadenzato ecc., tutto questo, che in quei momenti appartiene ad un recente passato, potrà
risultare utile nel prosieguo del nostro cammino. Tentiamo perciò di fare la medesima cosa su un argomento che ci sta a cuore, la Mediazione, guardando indietro a cosa è successo in questi anni dal momento della sua introduzione nei procedimenti di ADR in Italia. Ricordiamo in sequenza storica che, successivamente alla emanazione della Direttiva Europea 2008/52/CE, alla sua trasposizione nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. 28/2010 e al suo momentaneo congelamento per problematiche di origine costituzionale, la Mediazione è stata definitivamente “sdoganata” e regolamentata col D.L. 69 del 18/6/2013 (Decreto del
fare). Fatte salve poi le ulteriori novità in materia, introdotte dalla riforma Cartabia, negli anni 2023 e 2024 (decreti del Ministero Giustizia: 1° agosto 2023, 24 ottobre 2023 n.150, 27 dicembre 2024 n.216). Per esprimere alcune considerazioni ci avvarremo del dato numerico messo a disposizione dal Ministero di Giustizia italiano.

Senza voler entrare nelle molteplici considerazioni che si potrebbero ricavare dai dati sopra riportati, soffermiamoci, guardando al passato, solamente su alcuni di essi.

Numero di iscrizioni: negli anni purtroppo non sembra che il numero di iscrizioni sia esploso verso la giustizia alternativa e complementare (circa 150.000/160.000 all’anno) come ci saremmo aspettati.
Guardando al futuro non ci dovremo stancare di coinvolgere verso questo procedimento di forte valenza sociale tutti i portatori di interessi coinvolti: la società civile, la magistratura e gli avvocati. Esito positivo dopo il I° incontro: la percentuale di successo dopo il primo incontro (circa il 50% e più negli ultimi anni), manifesta il fatto che se le parti superano l’impatto iniziale, le possibilità di raggiungere la conciliazione ha maggiori possibilità di successo. Dovremo impegnarci a trovare le corrette modalità per far proseguire le parti nelle mediazioni, il tempo aiuta nella comprensione degli interessi dei soggetti coinvolti nel procedimento.
Durata in giorni: la riforma Cartabia ha indubbiamente colto la necessità di allungare i tempi concessi alla durata del procedimento portandolo da a tre mesi a sei mesi prorogabili (art. 6 D.Lgs 28/2010); la conciliazione ha talvolta, come abbiamo constatato, tempi non brevissimi. Valore medio (mediana): il valore medio delle mediazioni si attesta da alcuni anni verso i 10.000 € o poco più; tale valore non appare basso per le mediazioni ma potrebbe esserlo dal punto di vista della giustizia tradizionale, il che dimostra come molti contenziosi non entrerebbero neanche nelle aule dei Tribunali (purtroppo nelle statistiche degli ultimi due anni questo valore non è stato contemplato). I numeri della statistica dell’uƯicio preposto del Ministero della Giustizia sono relativi alle informazioni fornite alla Direzione Statistica da 387 organismi su di un totale di 546 operanti (circa il 70%). Forse qui occorrerebbe sollecitare una adesione più massiccia da parte degli organismi.

 

Conclusione

Ed infine una ultima considerazione desunta dall’analisi dei dati forniti dal Ministero di Giustizia in merito al credito di imposta (art. 20 D.Lgs 28/2010). Le agevolazioni fiscali concesse nel 2025 sono state in numero di 5267 su di un numero di richieste di 5269, fortemente in aumento rispetto a quelle del 2024 che erano state rispettivamente 554 su 716 pur tenendo conto che quelle del 2024 si riferivano alle sole mediazioni dell’ultima parte del 2023 (post-riforma Cartabia).

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