Apparenza o sostanza?

sono trascorse delle settimane da quando ti scrissi l’ultima volta e sai quella è ancora una notte di un giorno qualunque e se pur breve in quello spazio nulla è mutato o…quasi. La mano aveva smesso di bussare ed il braccio ciondolava lungo il corpo
a cura della dottoressa Nadia Bordoni

Introduzione

Quel vecchio, caro Diario, nonostante provasse una sensazione infinita di attesa era ancora li’, nonostante lo zaino fosse sempre piu’ pesante rimaneva fermo, immobile nel tempo sospeso, non demordeva, rimaneva imperterrito di fronte a quel portone in una sfida che aveva del surreale. Ora ancor di piu’. Per un istante tanto agognato quanto ormai inaspettato quel varco inaccessibile era stato socchiuso. Oh si’ UN sapiens, curioso o coraggioso, questo era ancora da capire, ne aveva azzardato un’apertura leggera. A tale vista il suo animo ingiallito come una pagina di un libro antico si era ravvivato: con uno slancio degno di una gazzella aveva insinuato una gamba nella fessura costringendola a restare aperta.
Una conquista!
Una possibilità!

Finalmente un piccolo spiraglio dal quale non solo poter ascoltare meglio quel gazzabuglio di parole
arruffate ma anche vedere da chi nascevano. Il vecchio si era proteso verso quella lama di luce, aveva accostato il volto e…incredibilmente si era ritratto. Non gli poteva sembrare possibile, l’aspettativa di cio’ che aveva sperato si era dileguato in un battito di ciglia. Si era riaccostato, questa volta costringendosi a non essere impulsivo. Dall’altra parte si palesavano alla sua vista sapiens raggomitolati su se stessi. “…in fondo come me” aveva pensato, pur non avendo uno zaino visibile sulle spalle. Erano tantissimi, migliaia di sapiens che si muovevano in modo scoordinato, senza una meta: da soli pur essendo una
moltitudine. Tra le mani trattenevano una scatola piccola e sottile quasi quanto un foglio di carta. Incredibilmente ne aveva trovato uno in terra. Pasticciando con lo schermo improvvisamente si illumina e ai suoi occhi si apre un mondo…parallelo. Fotografie, immagini di paesaggi, città. “Non mi sembra nulla da giustificare questi comportamenti” pensava perplesso. Continua a far girare le pagine e si dipanano ora persone in varie pose, serie, buffe, distorte, truccate: sono centinaia sempre dello stesso individuo, il probabile proprietario di quell’oggetto o di altri e sotto ad ognuna commenti, commenti chiaramente di chiunque. Il vecchio attonito si domanda come sia possibile che le persone apparentemente abbracciate nel silenzio delle loro bolle, dove l’altro sembra non avere importanza, si scatenino poi in un caleidoscopio di parole su qualsiasi tipo di argomento l’un contro l’altro armati. Ha l’impressione che i sapiens vivano in due realtà parallele dove in una, quella non fisica, si siano appropriati
di una nuova e diversa quotidianità dove sembrano arrogarsi il diritto di sapere tutto e poter dire qualsiasi cosa: parole, vocaboli in un sovraffollamento di un tutto che poi non è nulla. Tuttavia a colpirlo non solo sono le penne nascoste ma anche la visibilità che le persone a cui si concedono: dove l’apparire sembra essere un bisogno altrettanto necessario a quello del commentare.

“…e poi dovrei riuscire a farmi ad ascoltare…praticamente impossibile” pensava desolato. La sostanza dell’essere umano dove si è persa, siamo al punto in cui sempre e comunque l’apparenza vale come la legge del piu’ forte? Soprattutto si chiedeva da dove potesse scaturire questo bisogno rischiando, da quello che aveva letto, di trasformarsi un probabile bersaglio. Il desiderio di Esserci, di Esistere, di essere Visto, di gridare al mondo “ci sono anch’io, sono qui!” ma al quale e per quale fine? Perché il rendersi visibile non si tramuta necessariamente nell’essere amati. Apparenza e sostanza intrecciati strettamente in un nuovo equilibrio? Il vecchio con questa domanda nella mente a cui non sapeva darsi risposta, lentamente si ritira, afflitto, lasciando che il portone si richiuda alle sue spalle.

Conclusione

Caro Passato, è difficile, il portone si è socchiuso e forse sarebbe stato meglio per Te che cosi’ non fosse. Ora hai visto una piccola parte di questo presente che domani sarà già un peso in piu’ sulle tue spalle. Ma ancora una volta tu resisti non demordere, spera che quel portone si socchiuda nuovamente e forse finalmente qualcuno avrà il vero coraggio di confrontarsi con Te per riprendersi tempi e modi a misura d’uomo, perché in fondo πάντα ῥεῖ.

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